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	<title>psicostud.net &#124; Il blog &#187; politica</title>
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	<description>Il blog degli studenti di psicologia di Trieste</description>
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		<title>sciopero generale</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Dec 2008 14:09:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laganito</dc:creator>
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SCIOPERO GENERALE


Venerdì 12
Piazza Goldoni
ore 9:30


Con i lavoratori, per fermare il paese!
Il CSP di Trieste aderisce allo sciopero generale indetto dalla CGIL al quale sono seguite le adesioni di Cobas, RdB e SdL e dell&#8217;assemblea nazionale alla Sapienza del 15 Novembre.
Contro il governo Berlusconi e le scelte politiche disastrose che sta portando avanti, dalla scuola al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="times new roman,new york,times,serif;">
<div style="times new roman,new york,times,serif;">
<table border="0" cellspacing="0" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td valign="top">
<div style="center;"><span style="#ff0000;"><span style="x-large;"><span style="underline;">SCIOPERO GENERALE</span></span></span></div>
<p><span style="bold;"><span style="x-large;"><br />
</span></span></p>
<div style="center;"><span style="bold;"><span style="x-large;"><span style="#000000;"><span style="xx-large;">Venerdì 12</span></span></span></span><br />
<span style="bold;"><span style="x-large;"><span style="#000000;"><span style="xx-large;">Piazza Goldoni</span></span></span></span><br />
<span style="bold;"><span style="x-large;"><span style="#000000;"><span style="xx-large;">ore 9:30</span></span></span></span><br />
<span style="bold;"></span></div>
<p><span style="bold;"><span style="x-large;"><span style="#000000;"><span style="xx-large;"><br />
</span></span></span></span><span style="x-large;"><span style="#000000;"><span style="medium;"><span style="medium;">Con i lavoratori, per fermare il paese!<br />
Il CSP di Trieste aderisce allo sciopero generale indetto dalla CGIL al quale sono seguite le adesioni di Cobas, RdB e SdL e dell&#8217;assemblea nazionale alla Sapienza del 15 Novembre.</span></span></span></span></p>
<p>Contro il governo Berlusconi e le scelte politiche disastrose che sta portando avanti, dalla scuola al lavoro, crediamo nella necessità di allargare il fronte della lotta, unendo i due fronti che già si stanno sviluppando: il movimento studentesco e quello dei lavoratori.<br />
Perchè anche noi saremo lavoratori e abbiamo il diritto di difendere il nostro futuro, incominciando dalla scuola e dall&#8217;università.<br />
Perchè i nostri genitori sono dei lavoratori, e vogliamo difendere i loro salari.<br />
Perchè abbiamo il diritto di pensare ad un futuro senza precarietà e miseria.<br />
Perchè noi la crisi non la vogliamo pagare. Che la paghino i padroni e i banchieri che l&#8217;hanno causata, con 20 anni di liberismo sfrenato.<br />
Perchè la scuola privata non la vogliamo.<br />
Perchè siamo stufi di veder morire la gente in fabbrica.<br />
Perchè la logica del profitto non guarda in faccia a nessuno, ed impoverisce le nostre vite.<span style="bold;"><span style="x-large;"><span style="#000000;"></span></span></span></p>
<div style="center;"><span style="#ff0000;">Contro la precarietà, le privatizzazioni, i regali ai banchieri, la svendita della proprietà pubblica, la mercificazione del sapere, le morti sul lavoro, il razzismo</span></p>
<p><span style="#ff0000;">Per un salario dignitoso, un futuro sereno, uno Stato che si faccia carico dei diritti dei più deboli e dei lavoratori, </span><br />
<span style="#ff0000;">per una scuola e università laica, gratuita, pubblica e di massa!!</span></p>
<p><span style="#ff0000;"><span style="italic;">Noi La crisi non la  paghiamo!</span></span><br />
<span style="italic;">Contro a tagli e licenziamenti</span><br />
<span style="#ff0000;"><span style="italic;">lavoratori uniti agli studenti!!</span></span></p>
<p><span style="bold;"><span style="underline;">PASSAPAROLA!!!!</span></span></div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
</div>
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		<title>Istruzione ieri; Istruzione oggi; Istruzione domani?</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Nov 2008 11:31:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lapantigana</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[riforme]]></category>

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		<description><![CDATA[Quale sarà il nostro futuro universitario; cos’hanno vissuto tutti quegli studenti che prima di noi si sono laureati… queste dovrebbero essere le domande che a mio acchito dovremmo porci per capire come è nata e perché è nata questa riforma, la Riforma 133, così poco condivisa sia dalla destra, che dalla sinistra, dagli insegnanti, dagli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Quale sarà il nostro futuro universitario; cos’hanno vissuto tutti quegli studenti che prima di noi si sono laureati… queste dovrebbero essere le domande che a mio acchito dovremmo porci per capire come è nata e perché è nata questa riforma, la Riforma 133, così poco condivisa sia dalla destra, che dalla sinistra, dagli insegnanti, dagli studenti e dai ricercatori. Dovremmo interrogarci sul perché, sul come e sul cosa accadrà dal prossimo anno accademico. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Prima di tutto dovremmo rimandare la nostra conoscenza al secondo dopoguerra, più precisamente al 1947, anno in cui varata la Costituzione Italiana venne previsto l&#8217;articolo 33, in nome dell&#8217;autonomia universitaria:</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span id="more-38"></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">“Art. 33.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">L&#8217;arte e la scienza sono libere e libero ne è l&#8217;insegnamento.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">La Repubblica detta le norme generali sull&#8217;istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">È prescritto un esame di Stato per l&#8217;ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l&#8217;abilitazione all&#8217;esercizio professionale.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.&#8221;</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;"> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Ebbene, in seguito a ciò l&#8217;Università italiana subì 3 grandi riforme, accompagnate più o meno da cortei, manifestazioni, critiche, appoggi…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">La prima è definibile nello scenario sessantottino della politica; infatti vennero liberalizzati gli accessi alle diverse facoltà eliminando il vincolo imposto dalla riforma Gentile sul passaggio attraverso il liceo classico. Il 31 ottobre 1969 con il decreto n. 1236 del Presidente della Repubblica venne varata la prima grande riforma universitaria.<span style="yes;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Fu con l’avvento dell’anno accademico 2000-2001 che partì la grande riforma Berlinguer – Zecchino (nata dalla Bozza Martinotti del 1997), oggi nota alla gran parte degli studenti come il “famoso 3+2”. La riforma venne attuata immediatamente, tanto che nell’anno successivo già il 97% delle facoltà italiane sottostava al “nuovo ordinamento”. La riforma, che ora spiegherò a breve, ha voluto esser una sorta di “americanizzazione” o “europeizzazione forzata” dell’istruzione, come la definiscono in molti, rimodellando le vecchie lauree da 4 (per esempio matematica) o 5 anni (per esempio psicologia) in lauree brevi (triennali, paragonabili al “bachelor”) e lauree specialistiche (biennali), con la possibilità d’aggiunta, che già in precedenza c’era, di masters, scuole di specializzazione… etc…</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Le ragioni di questa riforma sono state, secondo i ministri portavoce, ben diverse dall’europeizzazione forzata sospetta: l’età media dei neolaureati italiani era troppo elevata rispetto alla media europea e il 2/3 degli immatricolati non proseguiva gli studi. I risultati immediati della riforma sono stati la crescita del numero degli studenti, infatti dopo solamente due anni esistevano quasi 8.000 corsi di laurea, alcuni dei quali con meno di dieci iscritti; l’offerta formativa si è ampliata in maniera tale da render i corsi di studio che prima erano definiti a livello nazionale, a livello strettamente circoscritto, infatti alcuni diversi indirizzi oggi si attivano e si concludono nelle singole università. La riforma ha provocato delle conseguenze non indifferenti circa il mercato del lavoro, che si è trovato dinanzi numerosi neo-laureati i cui titoli erano leggermente diversi, ma forse equipollenti (per esempio psicologia del lavoro – psicologia ergonomica). La riforma ha introdotto nella vita universitaria i famosi “crediti”, che potremmo oggi definire come una raccolta dei bollini della coop; questi impediscono spesso e volentieri l’accesso ad alcune lauree specialistiche ed obbligano lo studente neo-laureato alla triennale ad integrare una mole d’esami tale da fargli perdere anche un anno, a volte; e bisogna sottolineare che <span style="underline;">non sempre esiste</span> un corso di laurea specialistica che segue la triennale. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">La struttura della riforma è stata incentrata sul rapporto formazione-produzione subordinando la prima alla seconda. Alla nuova università, così delineata, viene demandato il compito di formare i quadri professionali intermedi; compito precedentemente affidato ad enti di collocamento statali o direttamente alle aziende. A questo nuovo impegno corrisponde la rimodulazione dei percorsi formativi: tre anni di base cui si dovrebbero aggiungere altri due anni di specializzazione seguiti eventualmente da master o corsi di perfezionamento (la formazione universitaria al lavoro è stata dunque allungata: prima della riforma ci si laureava in fisica in 4 anni, ora in 5 e sono quasi sempre necessari master, corsi…). L’idea guida di questa suddivisione è la gerarchizzazione del percorso formativo: ogni titolo di studio (laurea triennale, laurea specialistica e corsi specializzanti) conferisce allo studente un diverso livello di formazione cui corrisponde un preciso ruolo nella rigida gerarchia del mondo aziendale, dell’impresa e del lavoro libero e professionale. </span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Lo schema 3+2 comporta anche la fine della formazione a carattere enciclopedico dei corsi quinquennali e quadriennali a fronte di una specializzazione del sapere più funzionale e tecnico che si è riservato oggi in nuove figure strettamente settoriali. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Ma eccoci alla fatidica “ultima grande riforma”: la riforma Tremonti – Brunetta – Gelmini, meglio nota come legge 133/08.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">In realtà non si sa ancora nulla circa i cambi di piani di studio, soldi investiti maggiormente in un ambito o in un altro, formazioni… etc… fin’ora infatti si è a conoscenza soltanto di cosa non avrà più l’università italiana: l’università e la ricerca italiana non avranno più quasi 1500 milioni di euro in cinque anni. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">I tagli nascono da diversi fattori, ma tutti sintetizzabili in un’unica parola: sprechi, che vanno razionalizzati ed essenzializzati. Interroghiamoci su quanto “costa” ognuno di noi all’Università italiana. I dati OCSE prevedono una spesa annuale per studente che va dai 24370$ in Usa ai 12446 per la Francia ed ai 8026 per l&#8217;Italia, ma c’è d’altro canto chi sostiene, come Roberto Perotti in “<span style="italic;">The Italian University System: Rules vs. Incentives”</span> e di nuovo in “L’Università truccata”, Einaudi che: la mancanza di fondi è un falso mito. Tenendo opportunamente conto della circostanza che un numero notevole di studenti iscritti non ha più un rapporto con l’università e dunque non grava in alcun senso sulle strutture universitarie, la spesa annuale per studente risulta in Italia “la più alta al mondo dopo Usa, Svizzera e Svezia. Nonostante ciò, i tagli, più o meno pesanti che siano, porteranno pur a qualcosa (riduzione dei servizi agli studenti, riduzione delle infrastrutture, peggioramento della qualità didattica, riduzione delle attività di ricerca). </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Arriviamo dunque al secondo punto cruciale: </span><span style="bold;"><span style="Times New Roman;">Università come Fondazioni.</span><strong><br />
</strong></span><span style="Times New Roman;">Il Senato Accademico infatti avrà la possibilità di deliberare la trasformazione dell&#8217;Ateneo in una Fondazione in grado di raccogliere finanziamenti privati, implicazioni di tale decisione sarebbero:<br />
- annullamento della natura pubblica delle Università<br />
- divisione degli Atenei in Fondazioni di serie A e B in funzione della capacità economica della Regione di appartenenza<br />
- annullamento del diritto allo studio<br />
- livellamento della differenza delle tasse universitarie rispetto alle università private </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">A ciò si aggiunge la riduzione del turn-over, che dovrebbe secondo quanto scritto nella legge avvenire solamente fino al 2012. Tale riduzione comporterebbe 1 su10 nuove assunzioni rispetto al numero di pensionamenti per il 2009, 1 su 5 nuove assunzioni rispetto al numero di pensionamenti per il 2010 e il 2011 e 1 su 2 nuove assunzioni rispetto al numero di pensionamenti per il 2012. Questa, forse, è la conseguenza dell’erronea assunzione del corpo docenti: gli studenti universitari sono aumentati del 7% mentre il numero dei professori del 25% senza tralasciare il fatto che negli ultimi cinque anni sono stati messi al bando 13.232 posti da associato e ne sono stati assunti 26.000 per un totale di 300 milioni di euro. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Dal 2001 (anno in cui è stata varata la legge Zecchino – Berlinguer) ad oggi i corsi di laurea sono passati <span style="bold;">da 2.444 a 5.500</span>, forse soddisfacendo maggiormente le richieste dei professori, anziché degli studenti come dovrebbe avvenire. Infatti in Italia esistono 27 corsi di laurea con un unico studente; ed esistono pure corsi con zero iscritti (per es. Scienze delle religioni a Firenze). Le università sono <span style="bold;">90</span> con <span style="bold;">330 sedi</span> distaccate (in regione per esempio ci sono Pordenone, Gorizia, Portogruaro…) e <span style="bold;">170 mila insegnamenti</span> attivati, rispetto alle 90.000 della media europea.<br />
<span style="bold;">323 corsi di laurea non superano i 15 studenti</span> iscritti, e<span style="bold;"> 20 sono le università italiane sull’orlo della crisi finanziaria</span>; basti pensare infatti allo scandalo dell’Università fiorentina, che pur avendo i conti in rosso si permetteva il lusso di possedere 40 ettari di terreno (San Casciano Val di Pesaro) per produrre olio, vino e grappa, e lo stesso Rettore aveva stanziato circa 1,2 milioni di euro del bilancio universitario per trasformare il terreno in agriturismo. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Ma se è vero che i tagli ridurranno i servizi perché alcune università, come quella de L’Aquila che vanta un disavanzo di 12 milioni di euro impegna circa il 95,5% del fondo per pagare stipendi? Sottolineando pure il fatto che tale comportante è illegale: la <span style="bold;">legge 449/97 art. 5, comma 6,4</span> sostiene che le spese fisse e obbligatorie per il personale di ruolo delle università statali non possono eccedere il 90 per cento dei trasferimenti statali sul fondo per il finanziamento ordinario. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Forse ciò che maggiormente preoccupa gli universitari italiani è la possibile impossibilità di studiare; è la possibile impossibilità di laurearsi, la possibile impossibilità di fare ricerca, di aiutare l’umanità, di incrementare le conoscenze universali. Forse è questo ciò che causeranno le Fondazioni universitarie. Ed è ciò che preoccupa anche me. E’ da sottolineare però che l’istruzione italiana (scuola, università e ricerca) viene presa a bastone bipartisan: nessuno risparmia tagli, ma nessuno fa mai niente per criticare in maniera produttiva quello che è il nostro futuro. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">[Una norma equivalente a quella della legge 133 (possibilità per le università di diventare fondazioni private) fu approvata dal centrosinistra (governo Amato) nel 2000 ed entrò in vigore nel 2001. Si tratta del Decreto del Presidente della Repubblica 254/2001 “ Regolamento recante criteri e modalità per la costituzione di fondazioni universitarie di diritto privato, a norma dell’ articolo 59, comma 3, della legge 23 dicembre 2000, n. 388.]</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">[Il Ministro Mussi ha tolto ben più di quanto sta togliendo Tremonti: come racconta il neo-Rettore della Sapienza: “ Ha tolto 87 milioni di euro alla ricerca per darli agli autotrasportatori che protestavano contro il caro benzina. Chiaramente è stata una scelta dell ’ allora ministro dell ’ Economia, Padoa Schioppa, ma Mussi non ha detto niente]</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="small;"><span style="Times New Roman;">Non c’è mai stato, a mio avviso, un ministro dell’istruzione capace di realizzare ciò che gli studenti ed il corpo docente richiedevano; mai nessuno si è preoccupato di attuare un dialogo: nemmeno oggi. Nessun ministro si è mai preso la briga di sapere cosa fosse più giusto per i bambini, per gli adolescenti e per gli universitari. Sarebbe quantomeno divertente far riflettere quei simpatici politicanti seduti sulle loro poltrone in “pelle umana” sul fatto che il loro stipendio e le macchine blu sono le prime nell’unione europea. <span style="yes;"> </span></span></span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Si parla di “Università dei baroni”, e nessuno nega che sia falso, basti pensare a tutte quelle facoltà che sono portate avanti da famiglie, zii, cugini, e amici degli amici. Ma questi tagli non aiuteranno. Non aiuteranno noi, non aiuteranno chi ha voglia di fare, non aiuteranno quei ricercatori che hanno fatto più pubblicazioni di un professore ordinario settant’enne che è aggrappato alla propria cattedra con denti ed unghie. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Credo sia arrivato il momento di mettere le mani in tasca ai nostri professori, di mettere le mani in tasca alla nostra università, ai presidi, ai ricercatori, ed al rettore: solamente conoscendo quali sono i nostri sprechi, quali sono i nostri investimenti si potrà mediare ed attutire i tagli, impedendo che l’università di Trieste cada nella disintegrazione e distruzione.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Sostengo l’idea di alcuni studenti, miei compagni di corso (Kit e Priel), di attuare dei gruppi di lavoro collaborativi tra studenti e docenti: è ora di riprendere in mano gli studi psicologici e pedagogici circa l’educazione scolastica, l’istruzione, la formazione professionale perché l’attuale riforma ha toccato, col decreto 137, punti importantissimi per lo sviluppo personale: classi separate per bambini stranieri, classi primavera, riduzione del sostegno per bambini diversamente abili. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">L’organizzazione scolastica deve essere basata su ricerche, su studi e non su tagli campati in aria per salvaguardare il debito del paese. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Quest’articolo è voluto esser critico sotto tutti i punti di vista: non difendo l’università italiana, non difendo la nuova riforma, tantomeno quelle vecchie. Ho desiderio, credo come la gran parte di voi, di cambiamento, di riforme serie e razionali, di idee innovative e socialmente, pedagogicamente e psicologicamente corrette, costruttive per noi e per il paese tutto. </span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;">
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">[allego una presentazione power point che potrebbe schiarirvi le idee: <a id="publishedDocumentUrl" class="tabcontent" href="http://docs.google.com/Presentation?id=df7m4p3x_1gbb6bjfm" target="_blank">http://docs.google.com/Presentation?id=df7m4p3x_1gbb6bjfm</a> ]</span></p>
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;">
<p class="MsoNormal" style="0cm 0cm 0pt;"><span style="Times New Roman;">Giara Amato</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Violenze a Roma</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Oct 2008 18:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kit</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ci danno degli &#8220;strumentalizzati&#8221;, dei &#8220;facinorosi&#8221;, delle &#8220;persone violente&#8221;, secondo me anche degli ignoranti. Sono andato a vedere le foto dei pestaggi di Roma (in Piazza Navona), e ho scoperto con &#8220;sorpresa&#8221; che i &#8220;partecipanti&#8221; a questa attività ludica, fanno parte del movimento &#8220;Blocco Studentesco&#8221; che ruota attorno a Casa Pound, casa autogestita da un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci danno degli &#8220;strumentalizzati&#8221;, dei &#8220;facinorosi&#8221;, delle &#8220;persone violente&#8221;, secondo me anche degli ignoranti. Sono andato a vedere le <a title="Violenze a Piazza Navona - repubblica.it" href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/scontri-piazza/1.html">foto dei pestaggi di Roma</a> (in Piazza Navona), e ho scoperto con &#8220;sorpresa&#8221; che i &#8220;<em>partecipanti</em>&#8221; a questa attività ludica, fanno parte del movimento &#8220;Blocco Studentesco&#8221; che ruota attorno a <a title="CasaPound - casapound.org" href="http://www.casapound.org/">Casa Pound</a>, casa autogestita da un collettivo di <strong>estrema destra</strong>.</p>
<p>Ora vorrei sapere cosa è strumentalizzato. E&#8217; strumentalizzata la manifestazione per difendere il proprio futuro o la violenza?</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Manifestazione 25/10 #50 di ~kit, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/labottegadikitphoto/2983884703/"><img src="http://farm4.static.flickr.com/3294/2983884703_c5781009da.jpg" alt="Manifestazione 25/10 #50" width="375" height="500" /></a></p>
<p style="text-align: right;">Andrea Chittaro</p>
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		<title>Cossiga dixit</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 13:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>kit</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; ancora nella memoria di tutti la bellissima, pacifica e molto partecipata manifestazione di sabato 25 ottobre. Noi studenti di psicologia abbiamo partecipato con un nostro striscrione: &#8220;Gelmini € Tremonti vi curiamo noi!!!&#8221; firmato Facoltà di Psicologia.
Durante il corteo erano girate voci su dichiarazioni più o meno &#8220;schizofreniche&#8221; dell&#8217;emerito senatore a vita Francesco Cossiga, su [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; ancora nella memoria di tutti la bellissima, pacifica e molto partecipata manifestazione di sabato 25 ottobre. Noi studenti di psicologia abbiamo partecipato con un nostro striscrione: &#8220;<strong>Gelmini € Tremonti vi curiamo noi!!!</strong>&#8221; firmato Facoltà di Psicologia.</p>
<p>Durante il corteo erano girate voci su dichiarazioni più o meno &#8220;schizofreniche&#8221; dell&#8217;emerito senatore a vita <strong>Francesco Cossiga</strong>, su come, secondo lui, il movimento studentesco degli ultimi giorni avrebbe dovuto esser fermato.</p>
<p>La maggior parte delle volte sono critico sulle notizie che girano per via <em>orale </em>in posti in cui ci sono troppe teste per poter ragionare in modo razionale. Ma penso che questa volta le voci siano più reali di quanto pensavo. Cito:</p>
<blockquote><p>«Bisogna fermarli,  anche il terrorismo  partì dagli atenei»</p></blockquote>
<p>E fin qua, niente di male senonchè l&#8217;intervista naturalmente continua&#8230;</p>
<blockquote><p>Quali fatti dovrebbero seguire?   «Maroni dovrebbe fare quel che  feci io quand`ero ministro  dell`Interno».</p>
<p>Ossia?  «In primo luogo, lasciare perdere  gli studenti dei licei, perché pensi  a cosa succederebbe se un ragazzino  rimanesse ucciso o gravemente  ferito&#8230;».</p>
<p>Gli universitari, invece?  «Lasciarli fare. Ritirare le forze  di polizia dalle strade e dalle università,  infiltrare il movimento  con agenti provocatori pronti a  tutto, e lasciare che per una decina  di giorni i manifestanti devastino  i negozi, diano fuoco alle  macchine e mettano a ferro e fuoco  le città».</p>
<p>Dopo di che?   «Dopo di che, forti del consenso  popolare, il suono delle sirene  delle ambulanze dovrà sovrastare  quello delle auto di polizia e carabinieri».</p></blockquote>
<p>&#8230;e alla domanda che tutti ci poniamo &#8220;Gli è andato in pappa il cervello??&#8221;, esiste una risposta</p>
<blockquote><p>«Balle, questa è la ricetta democratica:</p></blockquote>
<blockquote><p>spegnere la fiamma prima  che divampi l&#8217;incendio»</p></blockquote>
<p>Io vorrei leggere <a title="Cossiga intervistato sui movimenti studenteschi - rassegna.governo.it" href="http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=32976406">tutta l&#8217;intervista</a> durante l&#8217;assemblea d&#8217;ateneo di <strong>mercoledì 29</strong>, per avvisare tutti i nostri compagni, e pregarli di continuare con le manifestazioni di protesta, ma in modo pacifico e apartitico, perchè il diritto allo studio è un diritto costituzionale di tutti, non c&#8217;entra la politica.</p>
<p>Altri link:</p>
<ul>
<li><a title="Francesco cossiga (nota2) - it.wikipedia.org" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Cossiga#cite_note-2 ">http://it.wikipedia.org/wiki/Francesco_Cossiga#cite_note-2</a></li>
<li><a title="Scuola e polizia, Berlusconi e Cossiga - radicali.it" href="http://www.radicali.it/view.php?id=131099 ">http://www.radicali.it/view.php?id=131099</a></li>
<li><a title="Orrore Cossiga, gli studenti andrebbero picchiati a sangue - francarame.it" href="http://www.francarame.it/node/970">http://www.francarame.it/node/970</a></li>
</ul>
<p style="text-align: right;">Andrea Chittaro</p>
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