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sciopero generale

SCIOPERO GENERALE


Venerdì 12
Piazza Goldoni
ore 9:30


Con i lavoratori, per fermare il paese!
Il CSP di Trieste aderisce allo sciopero generale indetto dalla CGIL al quale sono seguite le adesioni di Cobas, RdB e SdL e dell’assemblea nazionale alla Sapienza del 15 Novembre.

Contro il governo Berlusconi e le scelte politiche disastrose che sta portando avanti, dalla scuola al lavoro, crediamo nella necessità di allargare il fronte della lotta, unendo i due fronti che già si stanno sviluppando: il movimento studentesco e quello dei lavoratori.
Perchè anche noi saremo lavoratori e abbiamo il diritto di difendere il nostro futuro, incominciando dalla scuola e dall’università.
Perchè i nostri genitori sono dei lavoratori, e vogliamo difendere i loro salari.
Perchè abbiamo il diritto di pensare ad un futuro senza precarietà e miseria.
Perchè noi la crisi non la vogliamo pagare. Che la paghino i padroni e i banchieri che l’hanno causata, con 20 anni di liberismo sfrenato.
Perchè la scuola privata non la vogliamo.
Perchè siamo stufi di veder morire la gente in fabbrica.
Perchè la logica del profitto non guarda in faccia a nessuno, ed impoverisce le nostre vite.

Contro la precarietà, le privatizzazioni, i regali ai banchieri, la svendita della proprietà pubblica, la mercificazione del sapere, le morti sul lavoro, il razzismo

Per un salario dignitoso, un futuro sereno, uno Stato che si faccia carico dei diritti dei più deboli e dei lavoratori,
per una scuola e università laica, gratuita, pubblica e di massa!!

Noi La crisi non la paghiamo!
Contro a tagli e licenziamenti
lavoratori uniti agli studenti!!

PASSAPAROLA!!!!

Istruzione ieri; Istruzione oggi; Istruzione domani?

Quale sarà il nostro futuro universitario; cos’hanno vissuto tutti quegli studenti che prima di noi si sono laureati… queste dovrebbero essere le domande che a mio acchito dovremmo porci per capire come è nata e perché è nata questa riforma, la Riforma 133, così poco condivisa sia dalla destra, che dalla sinistra, dagli insegnanti, dagli studenti e dai ricercatori. Dovremmo interrogarci sul perché, sul come e sul cosa accadrà dal prossimo anno accademico.

Prima di tutto dovremmo rimandare la nostra conoscenza al secondo dopoguerra, più precisamente al 1947, anno in cui varata la Costituzione Italiana venne previsto l’articolo 33, in nome dell’autonomia universitaria:

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Violenze a Roma

Ci danno degli “strumentalizzati”, dei “facinorosi”, delle “persone violente”, secondo me anche degli ignoranti. Sono andato a vedere le foto dei pestaggi di Roma (in Piazza Navona), e ho scoperto con “sorpresa” che i “partecipanti” a questa attività ludica, fanno parte del movimento “Blocco Studentesco” che ruota attorno a Casa Pound, casa autogestita da un collettivo di estrema destra.

Ora vorrei sapere cosa è strumentalizzato. E’ strumentalizzata la manifestazione per difendere il proprio futuro o la violenza?

Manifestazione 25/10 #50

Andrea Chittaro

Cossiga dixit

E’ ancora nella memoria di tutti la bellissima, pacifica e molto partecipata manifestazione di sabato 25 ottobre. Noi studenti di psicologia abbiamo partecipato con un nostro striscrione: “Gelmini € Tremonti vi curiamo noi!!!” firmato Facoltà di Psicologia.

Durante il corteo erano girate voci su dichiarazioni più o meno “schizofreniche” dell’emerito senatore a vita Francesco Cossiga, su come, secondo lui, il movimento studentesco degli ultimi giorni avrebbe dovuto esser fermato.

La maggior parte delle volte sono critico sulle notizie che girano per via orale in posti in cui ci sono troppe teste per poter ragionare in modo razionale. Ma penso che questa volta le voci siano più reali di quanto pensavo. Cito:

«Bisogna fermarli, anche il terrorismo partì dagli atenei»

E fin qua, niente di male senonchè l’intervista naturalmente continua…

Quali fatti dovrebbero seguire? «Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand`ero ministro dell`Interno».

Ossia? «In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece? «Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che? «Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

…e alla domanda che tutti ci poniamo “Gli è andato in pappa il cervello??”, esiste una risposta

«Balle, questa è la ricetta democratica:

spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio»

Io vorrei leggere tutta l’intervista durante l’assemblea d’ateneo di mercoledì 29, per avvisare tutti i nostri compagni, e pregarli di continuare con le manifestazioni di protesta, ma in modo pacifico e apartitico, perchè il diritto allo studio è un diritto costituzionale di tutti, non c’entra la politica.

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Andrea Chittaro